mercoledì 24 novembre 2010

La Scala - pagare tutti per pagare meno?

Sono ormai anni che si sente parlare dei bilanci della Scala di Milano, bilanci che fanno - più o meno continuamente - ribrezzo, terrore & raccapriccio. L'ultimo, pochi giorni fa, parlava di un probabile rosso terribile eccetera, e chiedeva quindi soldi allo Stato per difendere questo baluardo del sapere, della cultura & di tante altre nobili cose.
In prima battuta questo mi ha fatto pensare al fatto che, in una economia di mercato, le cose non dovrebbero funzionare così. In una economia di mercato, la Scala dovrebbe farsi i conti in tasca e dire: bene, quest'anno ho 100 milioni di euro a disposizione, quindi posso permettermi questo e quest'altro. Se la supercantante cicciona di turno vuole più quanto posso permettermi, se il superconduttore capellone di turno vuole più di quanto posso permettermi, se l'etoile rachitica di turno vuole più di quanto posso permettermi, tratterò sul prezzo (non prendiamoci per il culo: fare uno o più spettacoli alla Scala è prestigioso anche per chi è già una star). Se non vogliono scendere, se sono irremovibili, prendiamo qualcun altro. Se non vogliono scendere, sono irremovibili e tutto quanto, aumenterò il prezzo del biglietto in modo tale da avere i fondi necessari. Insomma, mi comporto come si comporta il padre di famiglia.
E invece no, la Scala chiede i soldi allo Stato, con la ragionevolissima giustificazione della cultura che fa bene all'Italia nel complesso, e su e giù e destra e sinistra. Ma quello che si trascura è che, così facendo, tutti paghiamo il biglietto della Scala - le famose famiglie che non arrivano a fine mese (in futuro, FaNAFiMe) pagano di tasca loro per non alzare il prezzo del biglietto a chi si può permettere di spendere i 2000 euro della platea della prima, o 200 euro della platea delle opere principali eccetera.
Certo, risparmiare quei soldi difficilmente cambierebbe la situazione di chicchessia, se fosse l'unica misura. Però, a dire "questo, da solo, non basta" non si inizia mai a fare le cose che, insieme ad altre, forse basterebbero.

martedì 16 novembre 2010

Una breve introduzione a Kant

Nah, sto scherzando, più o meno. In realtà, vorrei solo spiegare perché trovo che il concetto di "imperativo categorico" sia qualcosa che dovrebbe essere insegnato ai bambini fin dalla nascita - al posto del Vangelo, per esempio.

Partiamo da un presupposto fondamentale: quando ho studiato (uso il termine nella più vasta accezione possibile)  Kant al liceo, mi sono rotto le palle di ascoltare esattamente nello stesso punto in cui mi sono rotto le palle leggendo la voce su Wikipedia - cioè dalle parti di "La legge morale come imperativo categorico, un comando a cui non si può sfuggire, si distingue dall'"imperativo ipotetico" che consiste nel pronunciare un comando in vista del conseguimento di un fine."
Fortunatamente, qualche tempo fa ho letto anche "L'Illusione di Dio" di Dawkins, che accenna all'imperativo categorico in maniera comprensibile, e quindi ho scoperto le parti successive, ovvero:

Agisci in modo che tu possa volere che la massima delle tue azioni divenga universale
Agisci in modo da trattare l'uomo così in te come negli altri sempre anche come fine, non mai solo come mezzo
Agisci in modo che la tua volontà possa istituire una legislazione universale

Ecco, secondo me queste tre regolette di minchia battono qualunque vangelo e qualunque ideologia - potrebbero aver bisogno di qualche decreto attuativo ma sono la miglior legge che si possa ritenere universalmente valida.
Quello che però conta, per me, è il primo punto: mi ci sono voluti quarant'anni ma, finalmente, ho capito il concetto, ed è semplicemente: se tutti facessero così, sarebbe un risultato che ti va bene?
Per esempio, caro amico evasore fiscale: se tutti fossero evasori fiscali saresti soddisfatto del risultato? Ti andrebbe bene non avere più strade, non avere più elettricità, non avere più raccolta della spazzatura?
Caro amico politico ladro, farabutto e incompetente: se tutti i politici fossero ladri, farabutti e incompetenti come te, ne saresti contento? Saresti contento di non trovare l'ambulanza per portare tua figlia al pronto soccorso - perché qualche altro politico ha fottuto i soldi necessari all'acquisto? Saresti contento di non riuscire nemmeno a telefonare al pronto soccorso, perché un altro politico ladro ha fatto fallire l'azienda che doveva mettere la torre per il cellulare?
Caro mentecatto che guidi come un idiota e ti metti a metà dell'incrocio quando scatta il rosso, sei contento quando lo fa quello che sta andando nell'altra direzione al semaforo davanti a te? Oppure quando ti trovi qualcuno che parcheggia in doppia fila e blocca la *tua* macchina, come tu hai fatto con quella di un altro dieci minuti prima?
Se rispondi che ti va bene, sei un bugiardo ipocrita di merda e devi morire subito - perché non è vero che ti sta bene, altrimenti saresti Unabomber e staresti facendo esplodere tutto per puro spirito nichilista. La verità è che non ti sta bene che lo facciano tutti, ma ti sta bene che lo faccia qualcuno (cioè te stesso). E questa è una delle ragioni per cui l'Italia è un paese tanto miserabile.

venerdì 12 novembre 2010

Oppure la Lega.

Devo fare due premesse cruciali: la prima è che nel 1992 ho votato Lega Lombarda. La seconda è che trovo che la Lega Nord sia il peggior coacervo di teste di cazzo che il già desolante panorama politico italiano possa offrire. In altre parole, non sono contro la Lega per ragioni "ideologiche", come dicono quelli che non capiscono quello che dicono - sono contro la Lega perché niente, assolutamente niente di quello che hanno fatto da quando sono riusciti a conquistarsi i primi brandelli di potere mi ha fatto pensare a qualcosa di diverso dal peggior arbitrio e abuso.
Case in point: l'Italia è stata nuovamente condannata per colpa della Lega (ricordiamo le quote latte, per esempio): http://www.repubblica.it/cronaca/2010/11/12/news/caccia_la_ue_contesta-9023281/?ref=HREC1-12 - questa volta però è per la caccia. Anzi, non "per la caccia" in generale, ma per la caccia in Veneto, dove hanno fondato la Regione delle libertà e fanno un po' il cazzo che gli pare. Avete presente quando la Lega parla di lasciare i soldi del nord al nord eccetera? Avete presente quando la Lega dice che le regioni che si sputtanano i soldi per cose futili come la sanità devono imparare a gestirsi i conti e che sono, in fondo, un po' cazzi loro? Ecco - perché non iniziano a dare il buon esempio pagandosi da soli le multe per le quote latte e per la caccia a cazzo? La risposta è, naturalmente, semplicissima: perché sono delle facce di merda.
Non fraintendetemi - io non penso che _i cacciatori_ siano necessariamente delle facce di merda. La caccia è un'attività che non mi interessa e che trovo perlopiù esecrabile. Ciò nonostante, è legale e, se esercitata nel modo corretto, non è più crudele o dannosa di decine di altre attività (mangiare carne, per esempio) e i discorsi pietosi sui poveri uccellini e bestioline eccetera sono precisamente quello: discorsi pietosi.
Il problema è che in Veneto, del fare le cose in modo corretto e legittimo eccetera, non gliene fotte un cazzo, tanto c'è la Lega, il cui sistema di potere si basa precisamente su quello che ha fatto grande l'Italia: favori personali, voto di scambio, abuso di potere, menzogne, ipocrisia eccetera. Quindi, se io sono una colossale faccia di merda di, chessò, Vicenza e decido che voglio sentirmi vivo con il fremito della caccia di una preda  feroce e sfuggente come un fringuello, non devo fare altro che andare dal mio guardiacaccia leghista di fiducia e dirglielo. Al che l'amico leghista mi risponde di fare pure quel cazzo che voglio, che tanto ci sono gli altri a pagare per le mie multe comunitarie, e che Tremonti e Bossi l'hanno già detto che l'Europa è una schifezza.
E io, che sono una colossale faccia di merda vicentina, darò certamente il mio voto alla Lega - perché la Lega si impegna a truffare tutti gli altri italiani, tutti quelli non inseriti nel loro meccanismo di potere. Come dite? Sembra la mafia? Sembra il fascismo? Eh sì - la Lega è il partito più apertamente, smaccatamente fascista (nel senso descritto da Longanesi*) e mafioso (nel senso di gruppo di pressione e di affari che non si perita di usare la forza per ottenere quello che vuole) che si possa attualmente trovare in Italia.
E quindi? E quindi un cazzo, perché l'Italia sembra un esperimento sociologico per vedere fino a quando funziona la Tragedia dei beni comuni - e quindi, siccome a chiunque conviene diventare leghista (almeno fino a che c'è trippa), diventerete tutti leghisti. Io spero di essere morto prima che succeda, comunque.



* Volevo citare specificamente la frase sulla fetta di potere e il diritto di abusarne ma non la trovo, quindi cercatevela voi - tanto quando Longanesi parla di fascismo si può fare trova & sostituisci con "lega" e funziona uguale.

giovedì 11 novembre 2010

Giulio Tremonti, per esempio.

Ci si potrebbe chiedere se valga la pena di parlare di Giulio Tremonti dopo la sua accurata, ineccepibile disamina da parte di Corrado Guzzanti - e la risposta è sì, visto che lo stanno (più o meno velatamente) riproponendo come potenziale successore di Berlusconi (pace all'anima sua).
Lascio a persone più competenti di me una accurata disamina della sua fallimentare politica economica basata sul "servono cento milioni, cosa c'è che costa cento milioni, ecco, togliamo quello" - a me interessa molto di più il personaggio: segnatamente, il fatto che nessuno ha ancora detto che soffre di Sindrome di Asperger o qualcosa del genere.
Secondo Wikipedia (che vi potete cercare da soli, grazie), la SA è un Disturbo pervasivo dello sviluppo imparentata con l'autismo e comunemente considerata una forma dello spettro autistico "ad alto funzionamento". Tante persone meravigliose soffrono di SA, non c'è nulla di male, è un modo di essere più che una malattia, meglio Aspie che frocio (cit. Berlusconi, che Allah l'abbia in gloria) e via dicendo. Rimane il fatto che un Aspie non è, a mio avviso, la persona migliore per decidere se i miei soldi devono andare, chessò, alla chiesa cattolica o, invece, a un ospedale per malattie infantili - la ridotta attenzione alle esigenze altrui, per esempio, mi sembra già una buona ragione. Nel caso di Tremonti c'è anche l'essere criptoleghista, che non migliora affatto le cose.

Perché penso che GT sia un Aspie? Ecco una checklist dei sintomi (sempre Wikipedia):


1. Esordio nell'infanzia
Boh, francamente. Ma tanto:

2. Limitate relazioni sociali, isolamento
  • Nessuna o poche relazioni durature; relazioni che variano da troppo distanti a troppo intense.
  • Interazioni con i coetanei difficili, goffe o sgraziate.
  • Egocentrismo inusuale, con una mancanza di attenzione verso gli altri e i loro diversi punti di vista; scarsissima empatia o sensibilità.
  • Mancanza di conoscenza delle convenzioni sociali; predisposizione a infrangere le regole sociali.

Il primo punto è evidente - nel '94 si è fatto eleggere con Segni; purtroppo non hanno fatto in tempo a stringergli la mano perché era già in Forza Italia. Sul secondo, non so come sia con i coetanei, ma "goffo e sgraziato" direi che lo descrive appieno in qualunque altra circostanza.
Per quanto riguarda l'egocentrismo mi limito a osservare che solo un vero egocentrico (o un vero coglione, ma questo è un altro discorso) si mette a chiamare "Ilmionome bond" delle minchia di banalissimi prestiti. Per la mancanza di conoscenza delle convenzioni sociali, devo dire, che GT non è nulla in confronto a Berlusconi (buonanima) - per quanto ci è dato sapere, non si caga ancora addosso alle cene né si mette a tampinare le minorenni. Ancora.

3. Problemi di comunicazione
  • Una voce strana, monotona, magari in un volume insolito.
  • Parlare "verso" (piuttosto che "con") gli altri, con poca preoccupazione circa la loro reazione di risposta
  • Linguaggio buono superficialmente, ma troppo formale/ampolloso/pedante; difficoltà di catturare un senso diverso oltre quello letterale
  • Anomalie del comportamento comunicativo non verbale; in apparenza impassibile e con poca gestualità;
  • Anomalie dello sguardo e delle espressioni facciali; contatto visivo assente o troppo intenso.
  • Postura e linguaggio del corpo strano, goffo o sgraziato.

E qui, secondo me, si tocca lo zenith: pensate con attenzione alle ultime dichiarazioni che avete sentito fare a GT. Pensate prima alla voce, poi alla sua capacità di interpretare le risposte del pubblico (Giulio, una nota: "vaffanculo" non è un complimento né un ringraziamento. Forse un incoraggiamento, quello sì). Pensate ai neologismi improponibili (mercatismo, davvero?), alle metafore sconclusionate, ai giri di parole, alle citazioni che dimostrano una cultura vasta e completamente inopportuna. Infine - gestualità, sguardo e postura. Hmmm. Già. Appunto.

4. Attività particolari
  • Interessi perseguiti con ossessione.
  • Circoscritti interessi che contribuiscono poco per una aspettativa di vita più ampia, come collezionare fatti e figure di poco valore pratico o sociale.
  • Routines o rituali inusuali; i cambiamenti spesso sono sconvolgenti.

Ammetto che questo quarto punto crea un problema. Case in point: GT è convinto che l'economia globale sia gestita dagli gnomi di Zurigo. Lui li chiama talvolta "illuminati", altre volte "poteri forti", altre volte ancora fa accenni incomprensibili (chiedo scusa, ma mi rompo le palle a cercare le citazioni) - noi li chiameremo GDZ e ci capiamo.
Dico che questo è un problema perché da una parte è evidente che credere nei GDZ qualifichi come "interessi circoscritti"; tuttavia i mentecatti che hanno bisogno di una cospirazione per scendere a patti con la realtà sono tantini, quindi è possibile che ci sia del valore sociale.
Lo ammetto: trovo discutibile che a gestire i soldi delle mie tasse ci sia un seguace di David Icke, che magari sta destinando i soldi per i trasporti regionali a un comitato di tecnomaghi che ci difendano dai Rettiliani.

Ci sarebbero anche delle caratteristiche fisiche da individuare, ma non frequento abbastanza il buon GT per poterne essere certo, e le sue inquadrature televisive sono sempre sorprendentemente gentili (mai quanto quelle di Berlusconi, che riposi in pace), quindi me ne frego e dichiaro, una volta per tutte, la verità: GT è un Aspie (persone peraltro squisite).
Volete davvero che sia una persona così a decidere se sia più importante far studiare i vostri figli o difendere la Terra dall'invasione degli gnomi di Zurigo?

Perché?

Fondamentalmente, perché ho quarant'anni. Quindi, inizio ad accorgermi che le mie ambizioni tipo "diventerò una celebre rockstar" & roba del genere sono totalmente irraggiungibili e inafferrabili e morte come le cellule che mi componevano nel momento in cui le potevo ancora avere.
L'inevitabile conseguenza di questo disgraziato stato di cose è che inizio seriamente a pensare che tutte le mie brillanti idee, osservazioni, arguzie & via dicendo sono, ahinoi, destinate a scomparire senza lasciare traccia. Altrettanto inevitabile è il desiderio di raccogliere tutto da qualche parte - altre persone lo farebbero con la prole, io mi accontento di blogger.

I temi? Ah, la solita roba: politica, religione, probabilmente tecnologia e quasi certamente libri & telefilm. Però è roba impreziosita dal mio considerevolissimo sapere. Che è considerevolissimo, davvero.

Ci aspettiamo il primo _vero_ post a breve.